Diario
Qualche tempo fa, un fotografo professionista che stimo molto, mi ha confessato di sentirsi svuotato: si è detto stanco di scattare, stanco di post-produrre, stanco di tutto quello che circonda questo mondo, ma “obbligato” a scattare per mantenersi da vivere. Non lo biasimo: non è facile dopo tanti anni passati a raccontare storie e a lavorare con la schiena bassa sul PC.
Io invece non mi stanco mai.
Ho capito col tempo — anche se in fondo forse l’ho sempre saputo — che fare foto è la mia vita. Scattare mi fa sentire bene, mi fa sentire vivo. Per me la fotografia è una sorta di terapia, un modo per respirare, necessaria per distaccarmi dai problemi e riconnettermi con ciò che mi circonda. Sento il bisogno di prendere la macchina fotografica, immergermi nel mirino, perdermi nelle mille strade della curiosità.
In questo spazio, che ho deciso di chiamare Diario, troverete i miei progetti più intimi, il racconto dei miei lavori sul territorio e qualche consiglio utile. Non è solo un portfolio, è il mio modo di condividere con voi la luce che vedo ogni giorno.